lunedì 23 febbraio 2009
Giorgio, 80 anni, Noceto
CHI E’ Nome. Giorgio. Età. 80 anni. La tua vita in 30 secondi. Sono veronese, di via Cappello, la via di Giulietta. Dopo la guerra nel ’45 sono arrivato a Noceto e qui ho trovato una seconda famiglia, amicizie, affetto, anche l’amore. Giocavo a calcio in prima squadra, non è stato difficile integrarmi. Quando sono arrivato c’era il comun denominatore della fame, così per sbarcare il lunario vendevo le lasagne, farcite di tutte le carni possibili immaginabili, al dancing di Barèn. La gente ballava fino a mezzanotte e poi si rintemprava con le lasagne (allora costavano 2,50 lire). E poi la mia storia è legata al ristorante che presi in gestione, l’ “Aquila romana”. Insomma, devo ringraziare i nocetani e i loro appetiti. La cosa più bella che hai fatto nella vita. Sposare mia moglie. Il posto più lontano in cui sei stato. Spagna con un gruppo di amici. Abbiamo vissuto alla grande da ospiti non paganti, visitando tutte le cantine delle ditte spagnole che fanno la “cava”. Il posto che ti rimarrà sempre nel cuore. L’Aquila Romana. Com’era la guerra? L’ho combattuta… in negativo. Oddio, combattuta: diciamo che l’ho subita. Combattere contro chi? C’eravamo solo noi! A un certo punto arrivano gli Americani e noi eravamo là ad aspettare col “sciopettin” in man. Nel ’45 sono venuto qui perchè qui avevo uno zio: non sapevamo dove andare, la casa di Verona era stata sequestrata dai partigiani, appena abbiamo potuto io e mio padre siamo scappati passando il Po’ in barca. Com’era il Duce? A me ha creato molti guai. Eravamo in attesa delle armi segrete del Duce: le stiamo ancora aspettando! Ci lasciò là col fucilino in mano. E’ difficile dimenticare quella delusione: chi credeva in quelle cose ci credeva davvero e pensava di essere nel giusto. A un ragazzo di 16 anni a cui togli gli ideali cade tutto addosso. Com’erano i Comunisti? Dico solo che quando giocavo a calcio mi sono sempre rifiutato di giocare a sinistra. GIOVANI & GIOVENTU’ Si stava meglio settant’anni fa o si sta meglio adesso? Difficile dirlo. Allora c’era la fame, ma c’era anche il piacere di stare insieme, un piacere quasi epidermico, un’amicizia condivisa che adesso non vedo più. Cosa si faceva allora per trovare la morosa? Quando un uomo non aveva nè titolo di studio nè una famiglia, non è che fosse accettato subito in casa. Si cominciava dal cortile, poi si passava alla porta morta (quella che collegava la stalla alla casa), una porta che contribuiva all’intimità. Ma prima di arrivare in casa… E tu come l’hai trovata? Io facevo le lasagne e le lasagne sono state galeotte. Lei faceva la sarta, poi ha sostituito mia madre in cucina, adesso è il turno delle mie figlie. Come vedi i giovani d’oggi? Ci sono alcuni che ti fanno male vederli. Altri che sono l’orgoglio della famiglia. Io non sono però molto vicino alle nuove generazioni, non le conosco bene. Cos’è Internet? So cos’è ma non lo so adoperare. Ti piace la TV di oggi? Mi piace il calcio ma lo guardo poco. Chi ti piace dei cantanti di oggi? Perchè, cantano, oggi? La cosa più matta che hai fatto da giovane. Una volta per fare uno scherzo tendemmo una corda in mezzo alla strada. Solo che la prima macchina che passò fu una gazzella dei carabinieri. Seguì una fuga attraverso i campi. La cosa che vorresti aver fatto e che non hai fatto. Il mio sogno irrealizzato? Portare l’Aquila Romana a Villa Alta. Proporre a Noceto un ambiente di un certo livello. L’Aquila lo è stata, lo è ma non ha avuto quella risonanza che sognavo. Volevo dare a Noceto uno dei migliori ristoranti d’Italia. Ci sono riuscito solo in parte. LEZIONI DI VITA Qual è l’età giusta per sposarsi? Quando hai trovato la donna giusta. Quanti grandi amori ci stanno in una vita? Importanti, uno solo. Qual è l’età giusta per il primo figlio? Bisognerebbe avere figli giovani per non avere una vecchiaia laboriosa. Quando sei su d’età non puoi gestirli come vuoi, sono loro che gestiscono te. Meglio averli da giovani. Dai un consiglio a chi ha vent’anni oggi Un parere, più che un consiglio: guardate quello che hanno fatto i “vecchi”. Non per imitarlo, anche solo per considerarlo. E non siate sempre così convinti di essere nel giusto. Come si sta a 80 anni? Io ho ancora quello stimolo, quella voglia di fare per cui non mi considero vecchio ma “meno giovane”. Tu che hai avuto del tempo per pensarci su: qual è il senso della vita? Avere una tranquillità famigliare e tenersela cara: anche se è laboriosa da mantenere.
 
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   venerdì 6 febbraio 2009
Benita, 84 anni, Toronto
















CHI E’

Nome.
Benita.


Età.
83 anni.

La tua vita in 30 secondi.
Sono nata a Medesano. Sono rimasta orfana presto e sono andata a vivere in collegio fino a 15 anni. Dopo la guerra, ho lavorato qualche anno in Polveriera. Nel 1952 mia sorella, che era emigrata in Canada, mi ha chiamato perchè là si stava bene e c’era lavoro, mentre da noi c’era ancora molta miseria. Sono andata. Adesso vivo a Toronto, nella classica casetta piccolina in Canada.

Metti in ordine d’importanza: Dio, soldi, lavoro, famiglia, patria.
Dio e la famiglia al primo posto. La patria anche, perchè quando sei all’estero ne senti molto la mancanza, che a pensarci ti vengono le lacrime. E poi è importante anche la salute!

La cosa più bella che hai fatto nella vita.
Andare a stare in Canada.

Il posto più lontano in cui sei stata.
A parte Toronto? Boston e New York.

Il posto dove volevi andare ma non sei mai riuscito a andare. Loreto.

Il posto che ti rimarrà sempre nel cuore.
Medesano e Noceto.

La canzone che vorresti sentire al tuo funerale.
L’inno d’Italia.

Com’era il Duce?
Ha fatto tante cose belle all’inizio, poi si è rovinato con la guerra. Ma se vedi il mio nome si capisce come la pensava la mia famiglia sul Duce.

Com’era la guerra?
Brutta, terribile. C’erano mia zia e mia nonna che ci aiutavano, e magari la fame la soffrivano loro piuttosto che farla soffrire a noi giovani. Però c’erano da fare tanti sacrifici. Ad esempio, per avere il sale andavamo dal distributore di gas a Fontevivo e facevamo evaporare l’acqua delle cisterne: rimanevano cristalli di sale sul fondo. Nerissimi.

Cos’hai pensato quando siamo andati sulla luna? Per me era impossibile. Mia nonna diceva sempre “Dio non lo permetterà mai”. Invece poi l’ha permesso.

GIOVANI & GIOVENTU’ Si stava meglio settant’anni fa o si sta meglio adesso? Moralmente forse 70 anni fa, la gente era più ingenua, più innocente. Però mancava l’apertura che c’è adesso: io preferisco i giovani con la mentalità di adesso.

Ci andavi a ballare? Poco, tra collegio e guerra mi sono persa gli anni migliori. Ho iniziato a 19 anni, mi ha insegnato mio zio, ma gli pestavo i piedi, ero negata.

Cosa si faceva allora per trovare la morosa / il moroso? Si passeggiava. Su e giù per via Roma. E si ballava.

E tu come l’hai trovato?
Sul bus a Toronto. Mi ha sentito parlare in dialetto e mi ha chiesto “Siora, èla ed Modna?”. Invece ero di Parma.

Come vedi i giovani d’oggi? Come ai nostri tempi ci sono quelli stupidi e quelli sfacciati, ma in generale io li ammiro molto, perchè sono più aperti e intelligenti rispetto a noi che eravamo un po’ ingenuotti.

Cos’è Internet?
E’ roba per giovani d’oggi, io non ne capisco.

Ti piace la TV di oggi?
No, non vale niente, neanche quella canadese. Vedo solo i film di quando ero ragazza.

Chi ti piace dei cantanti di oggi? Gianni Morandi e Toto Cotugno.

La cosa più matta che hai fatto da giovane. Forse il viaggio in Canada. Da sola, sette giorni. Quando sono arrivata a Halifax, era tanto brutto là che se non c’era il mare in mezzo e se mi davano una bicicletta tornavo pedalando.

La cosa che vorresti aver fatto da giovane e che non hai fatto. Divertirmi un po’ di più. Gli anni più belli li sto passando adesso.

LEZIONI DI VITA Qual è l’età giusta per sposarsi? 30 anni.

Quanti grandi amori ci stanno in una vita?
Uno, massimo due.

Qual è l’età giusta per il primo figlio? Quasi subito dopo sposati.

Tre cose belle della vita.
La salute; la famiglia; la patria.

Tre cose brutte della vita.
Le malattie; rimanere orfana; anche essere emigrati all’inizio è dura.

Chi è il primo personaggio famoso che vai a conoscere quando sei di là? Mi incuriosirebbe incontrare Mussolini.

Arrivi di là e c’è davvero Dio. Cosa gli dici quando lo vedi? Gli chiedo scusa per le mancanze.

Dai un consiglio a chi ha vent’anni oggi.
Divertitevi che la gioventù passa presto, ma fate i bravi. Trovate una brava ragazza e sposatevi quando è ora.

Tu che hai avuto del tempo per pensarci su: qual è il senso della vita?
Il senso non lo so. Però io sono contenta di essere nata. E’ un’esperienza che vale la pena fare.

 
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   mercoledì 7 novembre 2007
Maria, 80 anni, Noceto (PR)

















CHI E’

Nome.

Maria.

Età.

79 anni.

La tua vita in 10 secondi.

Ho fatto tante cose… Da giovane vivevo a Taglio di Po’, provincia di Rovigo. Sono andata 20 anni nelle risaie. Mi sono sposata a Rovigo e sono andata via da là che mia figlia aveva 8 anni. Siamo andati via dopo l’alluvione del 1951 perchè là c’era tanta miseria, non c’era più lavoro. Sono andata nel piacentino a lavorare, poi qui, a raccogliere pomodori. Adesso faccio la bisnonna a tre nipoti. E’ stata una vita faticosa, ho lavorato anche quando ero incinta perchè avevo paura che mi lasciassero a casa.

Metti in ordine d’importanza: Dio, soldi, lavoro, famiglia, amore, patria.

Dio prima di tutto, che è quello che mi ha aiutato sempre. Tutto il resto dietro.

La cosa più bella della vita?

E’ stata una vita difficile. Non ci sono state tante cose belle.

Il posto più lontano in cui sei stata.

Piacenza. Da qui Rovigo.

Il posto dove volevi andare ma non sei mai riuscito a andare.

Nessun posto. Sto bene qui.

La canzone che vorresti sentire al tuo funerale.

“Una lacrima sul viso” di Bobby Solo.

Com’era il Duce?

Mi ricordo poco. E’ stata una persona come tutte le altre. I suoi errori li ha fatti come tutti, ma poi li ha pagati.

Com’era il Comunismo?

Mi sono sempre trovata bene con i comunisti. Mio marito ci teneva, io non mi sono mai interessata troppo.

Com’era la guerra?

Mi ricordo il bombardamento dello zuccherificio di Porto Tolle. Mio papà era sotto le bombe americane.

Cos’ha pensato quando siamo andati sulla luna?

Non l’ho visto. Non ci credevo mica tanto.

GIOVANI & GIOVENTU’

Si stava meglio settant’anni fa o si sta meglio adesso?

Adesso la vita è migliorata molto. Quando ero giovane c’era molta povertà. Mia mamma ad esempio mi chiudeva il pane a chiave. Tutte le altre donne nelle risaie avevano il pane da mangiare, io no. Adesso non c’è più quella povertà.

Ci andavi a ballare?

Sì, mi piaceva tanto andare a ballare! Ero brava. Ma mio padre non voleva.

Come hai trovato il moroso?

A ballare. Avevo 14 anni. Lui mi faceva la corte. Io gli ho detto di no, “deciderà il destino”, poi ha aspettato che avessi 18 anni. Ci siamo sposati a 23 anni, che io ero incinta.

Come vedi i giovani d’oggi?

Adesso c’è troppa abbondanza. Io che sono vissuta in mezzo alla miseria, e alla fame, adesso mi sembra che abbiano tutto, troppo.

Cos’è Internet?

Non lo so.

Cos’è un Ipod?

Non lo so.

Ti piace la TV di oggi?

Sì. Mi piace Pippo Baudo e Giletti.

La cosa più matta che hai fatto da giovane.

Niente. Andavo a ballare.

La cosa che vorresti aver fatto da giovane e che non hai fatto.

Andare più volte a trovare i miei, su a Vercelli.

LEZIONI DI VITA

Dio c’è?

Sì.

Qual è l’età giusta per sposarsi?

Sui 24-25 anni. Quando si trova da giovani è meglio.

Qual è l’età giusta per il primo figlio?

Se c’è da farlo è meglio farlo subito. Io ho avuto solo una figlia, di più non si poteva perchè c’era da andare a lavorare.

San Pietro ti realizza un desiderio. Cosa gli chiedi?

Mi sarebbe piaciuto aver avuto più figli.

Chi è il primo personaggio famoso che vai a conoscere quando sei di là?

Padre Pio.

Arrivi di là e c’è davvero Dio. Cosa gli dici quando lo vedi?

Che sono contenta di essere arrivata sin qui, anche se è stata dura.

Dai un consiglio a chi ha vent’anni oggi.

Non lo so mica. Ci sono troppe cose oggigiorno. Se devo dare un consiglio: mai fare del male agli altri. Io male agli altri non ne ho mai fatto.

Tu che hai avuto del tempo per pensarci su: qual è il senso della vita?

Mah. Faticare, tribolare. E alla fine, anche dopo una vita di sofferenze, si può stare bene.

 
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   martedì 6 novembre 2007
Maria, 95 anni, Noceto (PR)















CHI E’

Nome.

Maria

Età.

Il mese venturo compio 95 anni.

Metti in ordine d’importanza: Dio, soldi, lavoro, famiglia, amore, patria.

Primo Dio, che siamo una famiglia molto credente. Poi la famiglia. E anche l’economia, che i nostri genitori ce l’hanno insegnata, che i soldi non si trovano per strada. Ma anche il rispetto per i doveri civili è importante.

La cosa più bella che hai fatto nella vita.

Nei posti dove ho lavorato, ho sempre cercato di aiutare gli altri.

Il posto più lontano in cui sei stato.

Fatima e Lourdes, sono anche andata in aeroplano.

Il posto dove volevi andare ma non sei mai riuscito a andare.

Napoli. Le altre città italiane le ho viste quasi tutte.

La canzone che vorresti sentire al tuo funerale.

Ma io il funerale lo voglio senza fronzoli, vorrei la cassa per terra. Al limite si dice un requiem e buonanotte.

Com’era il Fascismo?

A Noceto non erano neanche terribili, anche se a volte le Brigate Nere ne facevano di brutte. Gli unici problemi li ho avuti una volta che mi hanno accusato perchè ascoltavo Radio Londra.

Com’erano i Comunisti?

Finita la guerra sono stati un po’ pesanti.

Com’era la Guerra?

Io mi sono sposata con mio marito il 6 settembre 1942. Due giorni prima però gli è arrivata la convocazione per andare in guerra. E’ partito appena dopo le nozze, è andato a Cantù poi in Sicilia, poi è stato preso prigioniero dagli Inglesi ed è stato via fino al 1946, prigioniero per tutto il Nord Africa. Io l’ho aspettato qui.

Cos’hai pensato quando siamo andati sulla luna?

Siamo stati alla televisione a vedere cosa stava succedendo. Ma non è mica stato un gran investimento… tutta pubblicità.

GIOVANI & GIOVENTU’

Si stava meglio settant’anni fa o si sta meglio adesso?

Finanziariamente si sta meglio adesso, ma perchè abbiamo il senso dell’accontentarci, il senso della misura. E queste cose le abbiamo imparate allora. Allora era più faticoso, perchè per arrivare a comprare le scarpe, c’era da lavorare…

Ci andavi a ballare?

Mai.

Come hai trovato il moroso?

L’ho trovato a sedici anni, ho cominciato a amare un ragazzo che veniva a fare il sarto da mio padre. Ci stavo insieme un po’ di nascosto perchè allora bisognava avere 20 anni per avere il moroso. Ci trovavamo qualche volta a fare i giri, ma solo una volta a settimana, il giovedì.

Cos’è Internet?

Quando si raccolgono le notizie col computer.

Cos’è un Ipod? Non lo so.

Ti piace la TV di oggi?

La TV di adesso è schifosa. Ci sono dei programmi ammirevoli, come quello di Augias, ma anche dei programmi scandalosi.

Chi ti piace dei cantanti di oggi?

Niente. Cantano in un modo… A me piacevano cose come “Torna al tuo paesello”… Ah no, mi piace… come si chiama, quel balarèn… Celentano.

La cosa che vorresti aver fatto da giovane e che non hai fatto.

Avrei voluto studiare, ma non si poteva mica.

LEZIONI DI VITA

Dio c’è?

Sì.

Quanti grandi amori ci stanno in una vita?

Uno.

Qual è l’età giusta per il primo figlio?

Da giovani è meglio. Noi purtroppo abbiamo dovuto aspettare che lui tornasse dalla Guerra.

San Pietro ti realizza un desiderio. Cosa gli chiedi?

Che ci siano dei bravi sacerdoti che aiutino molto la gioventù. I sacerdoti sono importanti.

Chi è il primo personaggio famoso che vai a conoscere quando sei di là?

Il Beato Cottolengo, quello che ha fondato il Cottolengo, che allora non c’erano tante case di riposo o cose per disgraziati. E Don Bosco.

Dai un consiglio a chi ha vent’anni oggi

Un consiglio ai giovani è difficile. Amare la famiglia, considerare il lavoro, avere passione per lo studio.

Tu che hai avuto del tempo per pensarci su: qual è il senso della vita?

Concepire una famiglia. Auguro a tutti i giovani di formarsi una famiglia. Ma bisogna stare attenti prima di dire “sì”.
 
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   giovedì 11 ottobre 2007
Pierino, 80 Anni, Noceto (PR)















CHI E’

Nome.

Pierino Età.

82 anni.

La cosa più bella che hai fatto nella vita.

La più bella non saprei... Posso dire la più emozionante: andare a Lourdes con l’Unitalsi.

Il posto più lontano in cui sei stato.

Africa, Rio de Janeiro, Miami, Russia…

Il posto dove volevi andare ma non sei mai riuscito a andare.

Cina.

Il posto che ti rimarrà sempre nel cuore.

Rigorosamente le più belle città italiane: Firenze, Roma, Venezia, Napoli.

La canzone che vorresti sentire al tuo funerale.

Ce ne sono tre: Stardust. Moonlight Serenade. Smoke gets in my eyes.

Com’era essere giovane allora?

Noi ce la spassavamo un mondo. Giocavamo a “Gerlo”, a nascondino, a buttarci in enormi cumuli di terra. Pescavamo i pesci nel canale usando un grande fazzoletto a mo’ di rete. C’erano pochissime macchine e le strade, le piazze erano tutte nostre. Poi io sono stato un privilegiato: a 15 anni andavo già a teatro a Parma a vedere l’opera, la prima fu “Il Trovatore” con Ebe Stignani.

Com’era il Duce?

Facevo parte dei Balilla, come del resto tutti i giovani a quei tempi. Sull’esempio del “sabato inglese”, Mussolini aveva introdotto il “Sabato fascista”, che consisteva in pratica in una serie di esercitazioni militari. Bel modo di passare il sabato!

Com’era il Comunismo?

Dal ’45 sono stato socialista, della corrente del socialismo riformista. Coi comunisti ho avuto qualche problema quando sono stato in consiglio comunale: era gente dura, intransigente. Com’era la guerra? Noi del paese siamo stati fortunati. Quando suonava l’allarme inforcavamo le bici e correvamo in Taro a nasconderci nei campi. Ricordo che dopo il bombardamento del 13 maggio ’44, quello che colpì Fidenza e Parma, appena cessato l’allarme andammo in bici a Parma a vedere cos’era successo. C’era un gran polverone, la Pilotta e il teatro Farnese completamente distrutti. Terribile.

Cos’hai pensato quando siamo andati sulla luna?

Sono rimasto affascinato. Sono stato alzato tutta la notte a vedere i primi passi di Armstrong.

GIOVANI E GIOVENTU'

Si stava meglio settant’anni fa o si sta meglio adesso?

Devo dire che la vecchiaia a me sta dando grandi soddisfazioni. Ai vecchi gli si concede tutto, no? E posso essere anche un po’ cattivello senza che me lo facciano pesare.

Ci andavi a ballare?

Certo. Durante la guerra, ci riunivamo a ascoltare e ballare jazz a casa mia, all’epoca avevo un giradischi a 78 giri.

Come vedi i giovani d’oggi?

Ne ho conosciuti tanti e devo dire che è ingiusto dire che sono superficiali o non hanno più valori. Ce ne sono tanti che valgono molto. E’ anche vero che vedo in giro molta stupidità e aggressività.

Cos’è Internet?

Una cosa da scoprire. Mi piacerebbe molto saperla usare ma non è fatta per la mia forma mentis.

Cos’è un Ipod?

Non ne ho idea.

Cos’è un MP3?

Non lo so. Una pistola?

Ti piace la TV di oggi?

Mi piace solo la TV di notte, quella coi grandi concerti lirici, il teatro di De Filippo, i film neorealisti.

Chi ti piace dei cantanti di oggi? Conte, Antonacci, De Andrè, Baglioni. E un grande sempre boicottato dai media perchè era gay: Bindi.

La cosa più matta che hai fatto da giovane.

Quella volta che mi sono ubriacato, ai tempi della guerra. La cosa che vorresti aver fatto da giovane e che non hai fatto.

Suonare il pianoforte.

LEZIONI DI VITA

Dio c’è?

Sì, anche se sono fondamentalmente un anticlericale. L’unico Papa che mi è piaciuto è Giovanni XXIII. Pio IX è stato il peggiore di tutti perchè ha proclamato il dogma dell’infallibilità papale.

Qual è l’età giusta per sposarsi?

30 anni.

Quanti grandi amori ci stanno in una vita?

Tanti. Anche da vecchi.

Qual è l’età giusta per il primo figlio?

Subito dopo il matrimonio.

Tre cose belle della vita. L’amore verso gli altri, quello verso se stessi, quello verso la bellezza.

Tre cose brutte della vita.

L’arroganza, la falsità, la cattiveria. Chi è il primo personaggio famoso che vai a conoscere quando sei di là?

Shakespeare.

Dai un consiglio a chi ha vent’anni oggi. Di non essere cattivi con i vecchi. Di essere un po’ più umili. Ai miei tempi si diceva “esperienza maestra di vita” e c’era un grande rispetto per i vecchi, che ora non vedo più.

Tu che hai avuto del tempo per pensarci su: qual è il senso della vita? Vivere in maniera onesta, da galantuomo. Che è un aggettivo che oggi si è perso ma che è pieno di significato.
 
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   mercoledì 19 settembre 2007
Bianca, 80 anni, Noceto (PR)
CHI E’

Nome.

Bianca.

Età.

80 anni.

La tua vita in 30 secondi.

E’ quasi volata davvero in 30 secondi. Sono andata a scuola un po’, mi piaceva molto ma c’era la guerra e abbiamo smesso prima. Ho fatto diversi anni in un negozio di oreficeria che la gente ci rispettava molto. Poi ho gestito uno dei primi cinema della regione con episodi molto divertenti: pellicole rotte, fischi in sala, pellicole dove i morti resuscitavano perchè erano montate male…

Metti in ordine d’importanza: Dio, soldi, lavoro, famiglia, amore, patria.

Famiglia la più importante. Soldi dopo. Patria tre. Gli altri dopo. Anzi, l’amore prima di tutto.

La cosa più bella che hai fatto nella vita.

Avere un figlio.

Il posto più lontano in cui sei stata.

Istanbul.

Il posto dove volevi andare ma non sei mai riuscito a andare.

L’Egitto per vedere le Piramidi e tutto il resto.

Il posto che ti rimarrà sempre nel cuore.

Noceto.

La canzone che vorresti sentire al tuo funerale.

Ci penserò… Mi piaceva molto la Mina.

Com’era il Duce?

Aveva un ideale che poi è stato imbrogliato. E’ stato il primo a fare la carta del lavoro, i dispensari antitubercolari, le bonifiche. Poi però c’è stato lo sbaglio di andare con Hitler.

Com’era il Comunismo?

L’idea sarebbe da approvare ma bisognerebbe essere santi per essere comunisti.

Com’era la guerra?

Tragica. Noi nelle campagne abbiamo sofferto meno la fame e ci si arrangiava. Ma in città era peggio.

Cos’hai pensato quando siamo andati sulla luna?

Non ci credevo. Adesso invece ci credo.

Cosa ti vorresti portare di là?

Potere rivedere quello che rimane qui.

Cosa invece lasci di qua volentieri?

Il disordine, l’insicurezza, la paura, la non-amicizia che c’è adesso.

GIOVANI & GIOVENTU’

Si stava meglio settant’anni fa o si sta meglio adesso?

Io dico 70 anni fa perchè eravamo capaci di accontentarci di un gelato alla settimana e stavamo bene tutta la settimana a pensare al gelato, e poi si giocava in strada a ping pong e a letto si dormiva. Adesso invece sono tutti nevrotici perchè non dormono le ore che si dormivano allora. E sono tutti molto sgarbati e insicuri.

Ci andavi a ballare?

Sì, in Rocca (di Noceto) e qualche volta nei paesi un po’ lontano.

Cosa si faceva allora per trovare la morosa / il moroso?

Si passeggiava. Avanti indietro per la strada alla piazza, o magari nei paesi vicini. E tu come l’hai trovato?

L’ho trovato a ballare in Rocca.

Come vedi i giovani d’oggi?

Li vedo in difficoltà, un po’ spaesati. E dormono poco.

Cos’è Internet?

Un modo di comunicare che è una cosa che non riesco a capire come funziona.

Cos’è un Ipod?

Arabo.

Cos’è un MP3?

Anche questo.

Ti piace la TV di oggi?

Meglio la TV di prima perchè c’è troppa violenza e maleducazione e solo nudo, senza ragione.

Chi ti piace dei cantanti di oggi?

Non li conosco.

La cosa più matta che hai fatto da giovane.

Qualche giro in vespa. E la prima vacanza, in “montagna”. Si lasciava il paese e si facevano 2 o 3 chilometri a piedi.

La cosa che vorresti aver fatto da giovane e che non hai fatto.

Non ho grandi rimpianti. Se mai ho fatto pochi viaggi.

LEZIONI DI VITA

Dio c’è?

Sì.

Qual è l’età giusta per sposarsi?

Mah, una volta 22-23 anni andava benissimo. Oggi non si può più, un ragazzo di 22 anni non può mettere su una casa, non ha abbastanza soldi, ma anche perchè sono tutti esigenti e non si accontentano.

Quanti grandi amori ci stanno in una vita?

Uno.

Qual è l’età giusta per il primo figlio?

Una volta era molto prima, 22-25, ma era una cosa naturale. Oggi non si può più perchè si vuole tutto, la bella casa, la bella macchina, e allora si rimanda.

Tre cose belle della vita.

La famiglia. Prendere il caffè con le amiche. E poi mi piace leggere.

Tre cose brutte della vita.

Le malattie. Il poco lavoro. La disoccupazione. San Pietro ti realizza un desiderio. Cosa gli chiedi?

Io sono già a posto così. San Pietro ti fa fare un altro giro sulla terra. Te lo fai o dici “no grazie”?

Se me lo facesse rifare com’era la gente prima sì, ma con la gente di adesso no.

Chi è il primo personaggio famoso che vai a conoscere quando sei di là?

Qualche scienziato. Fermi no perchè ha fatto l’atomica. Facciamo Galileo.

Arrivi di là e c’è davvero Dio. Cosa gli dici quando lo vedi?

Non ho grandi meriti, ma neanche grandi demeriti. Di essere clemente.

Dai un consiglio a chi ha vent’anni oggi.

Di sapersi accontentare di quello che si ha. Di apprezzare quello che c’è perchè quello che hanno non lo sanno apprezzare.

Tu che hai avuto del tempo per pensarci su: qual è il senso della vita?

Non lo so. C’è, veh? Ma non lo so.
 
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