giovedì 11 ottobre 2007
Pierino, 80 Anni, Noceto (PR)















CHI E’

Nome.

Pierino Età.

82 anni.

La cosa più bella che hai fatto nella vita.

La più bella non saprei... Posso dire la più emozionante: andare a Lourdes con l’Unitalsi.

Il posto più lontano in cui sei stato.

Africa, Rio de Janeiro, Miami, Russia…

Il posto dove volevi andare ma non sei mai riuscito a andare.

Cina.

Il posto che ti rimarrà sempre nel cuore.

Rigorosamente le più belle città italiane: Firenze, Roma, Venezia, Napoli.

La canzone che vorresti sentire al tuo funerale.

Ce ne sono tre: Stardust. Moonlight Serenade. Smoke gets in my eyes.

Com’era essere giovane allora?

Noi ce la spassavamo un mondo. Giocavamo a “Gerlo”, a nascondino, a buttarci in enormi cumuli di terra. Pescavamo i pesci nel canale usando un grande fazzoletto a mo’ di rete. C’erano pochissime macchine e le strade, le piazze erano tutte nostre. Poi io sono stato un privilegiato: a 15 anni andavo già a teatro a Parma a vedere l’opera, la prima fu “Il Trovatore” con Ebe Stignani.

Com’era il Duce?

Facevo parte dei Balilla, come del resto tutti i giovani a quei tempi. Sull’esempio del “sabato inglese”, Mussolini aveva introdotto il “Sabato fascista”, che consisteva in pratica in una serie di esercitazioni militari. Bel modo di passare il sabato!

Com’era il Comunismo?

Dal ’45 sono stato socialista, della corrente del socialismo riformista. Coi comunisti ho avuto qualche problema quando sono stato in consiglio comunale: era gente dura, intransigente. Com’era la guerra? Noi del paese siamo stati fortunati. Quando suonava l’allarme inforcavamo le bici e correvamo in Taro a nasconderci nei campi. Ricordo che dopo il bombardamento del 13 maggio ’44, quello che colpì Fidenza e Parma, appena cessato l’allarme andammo in bici a Parma a vedere cos’era successo. C’era un gran polverone, la Pilotta e il teatro Farnese completamente distrutti. Terribile.

Cos’hai pensato quando siamo andati sulla luna?

Sono rimasto affascinato. Sono stato alzato tutta la notte a vedere i primi passi di Armstrong.

GIOVANI E GIOVENTU'

Si stava meglio settant’anni fa o si sta meglio adesso?

Devo dire che la vecchiaia a me sta dando grandi soddisfazioni. Ai vecchi gli si concede tutto, no? E posso essere anche un po’ cattivello senza che me lo facciano pesare.

Ci andavi a ballare?

Certo. Durante la guerra, ci riunivamo a ascoltare e ballare jazz a casa mia, all’epoca avevo un giradischi a 78 giri.

Come vedi i giovani d’oggi?

Ne ho conosciuti tanti e devo dire che è ingiusto dire che sono superficiali o non hanno più valori. Ce ne sono tanti che valgono molto. E’ anche vero che vedo in giro molta stupidità e aggressività.

Cos’è Internet?

Una cosa da scoprire. Mi piacerebbe molto saperla usare ma non è fatta per la mia forma mentis.

Cos’è un Ipod?

Non ne ho idea.

Cos’è un MP3?

Non lo so. Una pistola?

Ti piace la TV di oggi?

Mi piace solo la TV di notte, quella coi grandi concerti lirici, il teatro di De Filippo, i film neorealisti.

Chi ti piace dei cantanti di oggi? Conte, Antonacci, De Andrè, Baglioni. E un grande sempre boicottato dai media perchè era gay: Bindi.

La cosa più matta che hai fatto da giovane.

Quella volta che mi sono ubriacato, ai tempi della guerra. La cosa che vorresti aver fatto da giovane e che non hai fatto.

Suonare il pianoforte.

LEZIONI DI VITA

Dio c’è?

Sì, anche se sono fondamentalmente un anticlericale. L’unico Papa che mi è piaciuto è Giovanni XXIII. Pio IX è stato il peggiore di tutti perchè ha proclamato il dogma dell’infallibilità papale.

Qual è l’età giusta per sposarsi?

30 anni.

Quanti grandi amori ci stanno in una vita?

Tanti. Anche da vecchi.

Qual è l’età giusta per il primo figlio?

Subito dopo il matrimonio.

Tre cose belle della vita. L’amore verso gli altri, quello verso se stessi, quello verso la bellezza.

Tre cose brutte della vita.

L’arroganza, la falsità, la cattiveria. Chi è il primo personaggio famoso che vai a conoscere quando sei di là?

Shakespeare.

Dai un consiglio a chi ha vent’anni oggi. Di non essere cattivi con i vecchi. Di essere un po’ più umili. Ai miei tempi si diceva “esperienza maestra di vita” e c’era un grande rispetto per i vecchi, che ora non vedo più.

Tu che hai avuto del tempo per pensarci su: qual è il senso della vita? Vivere in maniera onesta, da galantuomo. Che è un aggettivo che oggi si è perso ma che è pieno di significato.
 
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