lunedì 23 febbraio 2009
Giorgio, 80 anni, Noceto
CHI E’ Nome. Giorgio. Età. 80 anni. La tua vita in 30 secondi. Sono veronese, di via Cappello, la via di Giulietta. Dopo la guerra nel ’45 sono arrivato a Noceto e qui ho trovato una seconda famiglia, amicizie, affetto, anche l’amore. Giocavo a calcio in prima squadra, non è stato difficile integrarmi. Quando sono arrivato c’era il comun denominatore della fame, così per sbarcare il lunario vendevo le lasagne, farcite di tutte le carni possibili immaginabili, al dancing di Barèn. La gente ballava fino a mezzanotte e poi si rintemprava con le lasagne (allora costavano 2,50 lire). E poi la mia storia è legata al ristorante che presi in gestione, l’ “Aquila romana”. Insomma, devo ringraziare i nocetani e i loro appetiti. La cosa più bella che hai fatto nella vita. Sposare mia moglie. Il posto più lontano in cui sei stato. Spagna con un gruppo di amici. Abbiamo vissuto alla grande da ospiti non paganti, visitando tutte le cantine delle ditte spagnole che fanno la “cava”. Il posto che ti rimarrà sempre nel cuore. L’Aquila Romana. Com’era la guerra? L’ho combattuta… in negativo. Oddio, combattuta: diciamo che l’ho subita. Combattere contro chi? C’eravamo solo noi! A un certo punto arrivano gli Americani e noi eravamo là ad aspettare col “sciopettin” in man. Nel ’45 sono venuto qui perchè qui avevo uno zio: non sapevamo dove andare, la casa di Verona era stata sequestrata dai partigiani, appena abbiamo potuto io e mio padre siamo scappati passando il Po’ in barca. Com’era il Duce? A me ha creato molti guai. Eravamo in attesa delle armi segrete del Duce: le stiamo ancora aspettando! Ci lasciò là col fucilino in mano. E’ difficile dimenticare quella delusione: chi credeva in quelle cose ci credeva davvero e pensava di essere nel giusto. A un ragazzo di 16 anni a cui togli gli ideali cade tutto addosso. Com’erano i Comunisti? Dico solo che quando giocavo a calcio mi sono sempre rifiutato di giocare a sinistra. GIOVANI & GIOVENTU’ Si stava meglio settant’anni fa o si sta meglio adesso? Difficile dirlo. Allora c’era la fame, ma c’era anche il piacere di stare insieme, un piacere quasi epidermico, un’amicizia condivisa che adesso non vedo più. Cosa si faceva allora per trovare la morosa? Quando un uomo non aveva nè titolo di studio nè una famiglia, non è che fosse accettato subito in casa. Si cominciava dal cortile, poi si passava alla porta morta (quella che collegava la stalla alla casa), una porta che contribuiva all’intimità. Ma prima di arrivare in casa… E tu come l’hai trovata? Io facevo le lasagne e le lasagne sono state galeotte. Lei faceva la sarta, poi ha sostituito mia madre in cucina, adesso è il turno delle mie figlie. Come vedi i giovani d’oggi? Ci sono alcuni che ti fanno male vederli. Altri che sono l’orgoglio della famiglia. Io non sono però molto vicino alle nuove generazioni, non le conosco bene. Cos’è Internet? So cos’è ma non lo so adoperare. Ti piace la TV di oggi? Mi piace il calcio ma lo guardo poco. Chi ti piace dei cantanti di oggi? Perchè, cantano, oggi? La cosa più matta che hai fatto da giovane. Una volta per fare uno scherzo tendemmo una corda in mezzo alla strada. Solo che la prima macchina che passò fu una gazzella dei carabinieri. Seguì una fuga attraverso i campi. La cosa che vorresti aver fatto e che non hai fatto. Il mio sogno irrealizzato? Portare l’Aquila Romana a Villa Alta. Proporre a Noceto un ambiente di un certo livello. L’Aquila lo è stata, lo è ma non ha avuto quella risonanza che sognavo. Volevo dare a Noceto uno dei migliori ristoranti d’Italia. Ci sono riuscito solo in parte. LEZIONI DI VITA Qual è l’età giusta per sposarsi? Quando hai trovato la donna giusta. Quanti grandi amori ci stanno in una vita? Importanti, uno solo. Qual è l’età giusta per il primo figlio? Bisognerebbe avere figli giovani per non avere una vecchiaia laboriosa. Quando sei su d’età non puoi gestirli come vuoi, sono loro che gestiscono te. Meglio averli da giovani. Dai un consiglio a chi ha vent’anni oggi Un parere, più che un consiglio: guardate quello che hanno fatto i “vecchi”. Non per imitarlo, anche solo per considerarlo. E non siate sempre così convinti di essere nel giusto. Come si sta a 80 anni? Io ho ancora quello stimolo, quella voglia di fare per cui non mi considero vecchio ma “meno giovane”. Tu che hai avuto del tempo per pensarci su: qual è il senso della vita? Avere una tranquillità famigliare e tenersela cara: anche se è laboriosa da mantenere.
 
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